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Elenco delle riviste "Geologia Insubrica" che parlano del Monte San Giorgio

 

"Nota sul ritrovamento di una vertebra di Ittiosauro (Leptopterygiidae Indet.) del giurassico inferiore nelle Cave di Arzo (Ticino Meridionale, Svizzera)". (Volume 7 - Numero 1 - 2002).

"Progetto di ricerca: caratterizzazione mineralogica, geochimica e stratigrafica delle nuove manifestazioni a barite e celestina nella kalkschieferzone (calcare di Meride) dell'area attigua al Monte San Giorgio (Canton Ticino meridionale, Svizzera - Val Ceresio, Italia)". (Volume 6 - Numero 1- 2001).
"Microfacies, geochemistry and palaeocology of the middle triassic grenzbitumenzone from Monte San Giorgio (Canton Ticino, Switzerland)" (Volume 6 - Numero 1- 2001).
"Il comprensorio delle cave del Broccatello di Arzo: rilievo di dettaglio" (Volume 5 - Numero 2 - 2000)
"Le mineralizzazioni filoniane a bariteMuseo dei Fossili di Meride e fluorite del Monte San Giorgio (Canton Ticino Meridionale)". (Volume 4 - Numero 2 - 1999 ).
"Nota preliminare sul primo ritrovamento di un insetto fossile nell'area del Monte San Giorgio (Canton Ticino, Svizzera)". (Volume 3 - Numero 1 - 1998).
"Tooth variability and reconstruction of dentition in Acrodus Sp. (chondrichthyes, selachii, hybodontoidea) from the Grenzbitumenzone (middle triassic) of Monte San Giorgio (Ticino, Switzerland)". (Volume 3 - Numero 1 - 1998).
"The diet of a juvenile sauropterygian (reptilia) in a triassic lagoon". (Volume 3 - Numero 1 - 1998).
"Scavi paleontologici nella Kalkschieferzone di Meride (Canto Ticino, Svizzera): risultati preliminari della campagna 1997". (Volume 3 - Numero 1 - 1998).
"Pesci fossili del triassico medio del Monte San Giorgio (Svizzera meridionale) e della zona di Besano (Italia settentrionale)". (Volume 3 - Numero 1 - 1998).
"Rapporto tra mineralizzazioni di tipo filoniano e di tipo legato agli strati nell'area Besano - Monte San Giorgio (Lombardia settentrionale - Ticino meridionale)". (Volume 1 - Numero 1+2 - 1996).

 

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Geologia Insubrica, 
Rivista di Scienze della Terra 
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Geologia Insubrica

Volume 7 - Numero 1 - 2002

"Nota sul ritrovamento di una vertebra di Ittiosauro (Leptopterygiidae Indet.) del giurassico inferiore nelle Cave di Arzo (Ticino Meridionale, Svizzera)". (Volume 7 - Numero 1 - 2002)".

Riassunto. Una vertebra di ittiosauro, proveniente dal Giurassico Inferiore delle Cave di Arzo (Ticino meridionale, Svizzera) casualmente scoperta in una collezione storica privata è stata determinata come appartenente a Leptopterygiidae Indet. L'incompleta conservazione della vertebra e la mancanza di qualsiasi carattere diagnostico sicuro impedisce ogni tentativo di attribuzione al di là del rango della famiglia delle Leptopterygiidae. Pur Essendo stata attribuita al reperto un'età compresa fra il Sinemuriano e il Lotharingiano mancano indicazioni precise sul luogo del ritrovamento.

 

Geologia Insubrica

Volume 6 - Numero 1 - 2001

"Microfacies, geochemistry and palaeocology of the middle triassic grenzbitumenzone from Monte San Giorgio (Canton Ticino, Switzerland)"

Riassunto. La Zona Limite Bituminosa del Triassico medio del Monte San Giorgio è stata dettagliatamente studiata alloo scopo di ricostruire la situazione paleoecologica. Condizioni euxiniche e anossiche vengono interrotte da periodi ossigenati (disaerobici) con la colonizzazione di fauna bentonica da monospecifica a pauspecifica. Le condizioni chimico-fisiche dell'ambiente variano nel tempo e sono strettamente legate alla profondità dell'acqua. I sedimenti della parte inferiore e di quella superiore della Zona Limite Bituminosa sono depositati in un ambiente circoscritto e poco profondo di piattaforma carbonatica. Nella parte centrale prevalgono invece condizioni di bacino di intrapiattaforma relativamente più profondo. La diversità, la composizione e la dimensione dei vertebrati fossili riflettono quindi la variazione batimetrica. Lo sviluppo delle microfacies corrisponde alla variazione totale del carbonio e dello zolfo, come confermato dalle osservazioni tafonomiche che indicano una sedimentazione non esclusiva di ambiente anossico permanente. I risultati mostrano che la sedimentazione, durante la transizione Anisico-Ladinica del Monte San Giorgio, è stata estremamente dinamica e riflette un trend batimetrico a lunga periodicità, cui si sovrappone una ciclicità a ritmi più brevi.

 

"Progetto di ricerca: caratterizzazione mineralogica, geochimica e stratigrafica delle nuove manifestazioni a barite e celestina nella kalkschieferzone (calcare di Meride) dell'area attigua al Monte San Giorgio (Canton Ticino meridionale, Svizzera - Val Ceresio, Italia)."  

Riassunto: Il progetto di ricerca qui presentato è rivolto all'approfondimento e ad una migliore definizione delle caratteristiche geologiche di una nuova manifestazione a solfati di Ba e Sr rinvenuta in più livelli calcareo-marnosi della Kalkschieferzone (KSZ) Inferiore di età Triassico Medio, nella VaI Mara lungo il corso del torrente Gaggiolo, subito a monte dell'abitato di Meride nel Canton Ticino Meridionale (Svizzera). Gli studi preliminari finora eseguiti ( comprendenti osservazioni al microscopio ottico, analisi ai raggi X su polveri, analisi alla microsonda a dispersione di energia, analisi isotopiche del §34S del solfato e del rapporto 87Sr/86Sr) condotti tra lo strato 102 di Scheuring (1978) e lo strato 60 di Wirz (1945) e tra lo strato 100 di Scheuring (1978) e lo strato 65 di Wirz (1945), per non più di una decina di metri di serie della KSZ hanno finora evidenziato quanto segue: a) la manifestazione a solfati della VaI Mara è costituita sia da cristalli singoli fino a 1 cm di lunghezza, sia da cristalli densamente aggregati formanti dei livelli discontinui fino a tre cm di spessore (tipologia massiva), sia da aggregati nodulari raggiati (rosette) fino a due centimetri di diametro disseminati lungo la superficie di strato; b) contrariamente a quanto riportato in letteratura in passato, la fase mineralogica principale presente è costituita da celestina (tipologia massiva e nodulare) mentre nel caso di cristalli singoli è rappresentata da una varietà mista barite-celestina; c) il §34S della celestina sotto forma di livelli discontinui varia tra + 42 %o e + 44,9 %o mentre il §34S determinato nella celestina nodulare oscilla tra +36,3 %o e +39,7 %o a testimonianza di ambienti a circolazione ristretta con forte produttività di materia organica; d) praticamente costante è invece il rapporto 87Sr/86Sr, compreso tra 0,707492 e 0,707625, in equilibrio con il corrispondente rapporto isotopico della coeva acqua oceanica. I principali obiettivi del progetto sono: 1) Caratterizzazione stratigrafica, composizionale ed isotopica delle manifestazioni a barite e/ o celestina nell'intera serie stratigrafica della KSZ affiorante nella VaI Mara. I dati di letteratura lasciano prevedere l'esistenza di numerosi ulteriori livelli mineralizzati nella KSZ inferiore di questo sito, per un totale di circa 70 metri di serie stratigrafica; 2) Definizione dei meccanismi di precipitazione della celestina in riferimento alle condizioni paleoambientali della KSZ; 3) Ricerca di eventuali manifestazioni a barite e/ o celestina in altre serie affioranti della KSZ presenti nell'area Monte San Giorgio - Besano o in formazioni omologhe. 4) Individuazione di zonalità verticali ed orizzontali, per differenti caratteristiche mineralogiche, composizionali e isotopiche, nella distribuzione di minerali di Ba e / o Sr nella serie della KSZ della Val Mara o di altre località o in formazioni analoghe; 5) Valorizzazione ulteriore dell'area Monte San Giorgio - Besano nelle sue molteplici peculiarità geologiche (ricchezza del patrimonio fossilifero, stratigrafico e mineralogico). La manifestazione a celestina della Val Mara costituisce per entità e possibile estensione del fenomeno, la più grande segnalazione conosciuta a celestina almeno a livello di Sudalpino - Centrale.

Geologia Insubrica

Volume 5 - Numero 2 - 2000

"Il comprensorio delle cave del Broccatello di Arzo: rilievo di dettaglio"

Riassunto: Il comprensorio delle cave del Broccatello di Arzo è stato rilevato in dettaglio per aggiornare la cartografia, come modificata dai nuovi fronti di cava, cosi da definire le aree di interesse scientifico da tutelare come bene culturale, in particolare i contatti tra le varie unità. In parallelo è stata verificata la possibilità di proseguire in modo sostenibile la secolare attività di estrazione del Broccatello. La nomenclatura riferita a queste unità è stata riordinata ed aggiornata. Il rilievo ha consentito di rivedere il quadro interpretativo for­nito dagli Autori precedenti in funzione dei modelli più aggiornati, ed è stato messo in luce che l'attribu­zione di alcuni litosomi di brecce polifasiche ad una formazione piuttosto che ad un'altra è problematica, trattandosi di unità spiccatamente diacronie. Gli eventi tettono-sedimentari sembrano iniziare nel Retico o forse già nel Norico sommitale, per proseguire fino a tutto il Domeriano.

Geologia Insubrica

Volume 4 - Numero 2 - 1999
"Le mineralizzazioni filoniane a barite e fluorite del Monte San Giorgio (Canton Ticino Meridionale)"

Riassunto: Nel Canton Ticino meridionale sono presenti alcuni filoni a barite e fluorite (Serpiano, Figino e Garaverio) incassati in rocce vulcaniche permiane appartenenti alla «Piattaforma Porfirica Luganese». Tali manifestazioni fanno parte di un folto gruppo di mineralizzazioni filoniane caratterizzanti le manifestazioni effusive tardo varisiche delle Alpi Meridionali a partire dalla zona della Valsesia ad occidente fino all'area altoatesina ad oriente. Nel Canton Ticino meridionale la mineralizzazione filoniana a fluorite e barite di Serpiano, sita nel versante occidentale del Monte San Giorgio, costituisce l'esempio più importante. Il filone di Serpiano è interamente incassato nelle andesiti permiane della «Piattaforma Porfirica Luganese» parallelamente ad una direttrice strutturale orientata N20° E ed è costituito essenzialmente da un mélange di barite, rosa, fluorite verde, ankerite biancastra oltre che da frammenti dell'incassante. Alcuni rinvenimento a nord e a sud nella direzione del filone principale, permettono di attribuire una relativa continuità al corpo minerario per circa 600 m, mentre la potenza massima è quella di 3 m osservabile nell'affioramento principale, nei pressi della località Serpiano. La tessitura più comune è del tipo brecciato, costituita da clasti subangolosi decimetrici di barite e fluorite, mentre più raramente la mineralizzazione assume morfologie variabili da massicce, a nodulari, o a listato, oltre che del tipo stockwork, sotto forma di venette millimetriche diffuse nella roccia incassante. Analisi chimiche alla microsonda elettronica su bariti hanno evidenziato composizioni sostanzialmente omogenee (BaO e SrO pari a circa rispettivamente 64 % e 1,75 % in peso) indipendentemente dalla tessitura della mineralizzazione. Analogamente, analisi della composizione isotopica del d34S della barite, mostrano valori sostanzialmente simili (d34S compreso tra 19,8 e 20,8 %o) solo leggermente più alte rispetto alla barite stratabound presente nella litofacies del «Banco Dolomitico» affiorante in località «Martelli», nei pressi di Meride (d34S compreso tra 18,7 e 20,3 %o). Dalle osservazioni geologiche di terreno, dalle tessiture, dei dati chimici e geochimici e dal confronto con i filoni Anselmo e Carlotta Sud affioranti nella zona italiana del Monte San Giorgio (i quali intersecano anche le litologie terrigene della Formazione di Bellano di età anisica), è possibile tracciare questa probabile evoluzione genetica: 1) formazione di una breccia tettonica a clasti di vulcaniti; 2) cementazione della breccia ad opera di fluidi arricchiti in barite e fluorite, con parziale sostituzione dei frammenti dell’incassante; 3) ripresa della deformazione fragile (presenza di faglie alle salbande dei filoni) ed innesto dei fenomeni di alterazione sull’incassante e di sostituzione sulla mineralizzazione a barite e fluorite. La fase di messa in posto sarebbe da mettere in relazione ai fenomeni di rifting e di magmatismo che investirono le Alpi Meridionali nel corso del Triassico Medio, più recentemente quindi rispetto alle manifestazioni idrotermali finali del magmatismo permiano prospettate dagli autori precedenti.

Geologia Insubrica

Volume 3 - Numero 1 - 1998

"Pesci fossili del triassico medio del Monte San Giorgio (Svizzera meridionale) e della zona di Besano (Italia settentrionale)"

Riassunto:Negli ultimi 150 anni, molte migliaia di pesci fossili sono state rinvenute nei vari livelli fossiliferi dell'area Monte San Giorgio (Svizzera) e Besano (Italia). Almeno una cinquantina di specie di attinotterigi, il gruppo più comune, sono state riconosciute: nella maggior parte dei casi si tratta di specie di piccole dimensioni, raramente superiori ai 100 mm. Tre sono le specie di celacantidi, la piccola Ticinepomis peyeri, la media cfr. Holophagus picenus e una grande forma non ancora descritta a causa della frammentarietà dei resti finora rinvenuti. Tra i condritti (i pesci cartilaginei) due ordini e cinque generi sono stati identificati. Palaeobates, Acrodus, Polyacrodus, Acronemus e Asteracanthus
La maggior parte di questi pesci viveva nelle acque superficiali ben ossigenate all'interno di bacini intrapiattaforma poco profondi o nei pressi delle biocostruzioni algali. Limitate connessioni tra questi bacini e il mare aperto sono testimoniate nell'ittiofauna dalla presenza del grande predatore Birgeria.

 

"Scavi paleontologici nella Kalkschieferzone di Meride (Canto Ticino, Svizzera): risultati preliminari della campagna 1997"

Riassunto: Il comprensorio paleontologico di Besano - Monte S.Giorgio - Meride continua a fornire importantissime novità nonostante più di un secolo e mezzo di ricerche. In particolare, la Kalkschieferzone (KSZ) - il membro superiore del Calcare di Meride di età ladinico terminale si è dimostrata ricca di livelli a pesci con associazioni faunistiche relativamente differenti. Lo scavo di una successione di circa 450 cm nella parte superiore della KSZ inferiore nella valle del torrente Gaggiolo (VaI Mara) nei pressi di Meride, ha portato alla scoperta di alcune specie nuove di Peltopleurus con distribuzione stratigrafica molto limitata e al ritrovamento di un esemplare, una mandibola completa, di Saurichthys sp., genere segnalato per la prima volta in questo membro. Per tutte le specie già conosciute nella KSZ media il ritrovamento in questa località costituisce un ampliamento della loro distribuzione verticale. Le diverse associazioni vengono interpretate come dovute a variazioni dei parametri ambientali in un bacino di deposizione n molto instabile E stato individuato in Saurichthys un addensamento di tubercoli all'apice della mandibola. Questa peculiarità è ritenuta un possibile carattere sessuale secondario, etologicamente corrispondente ai tubercoli nuziali nei teleostei attuali, fatto che ben si associa al dimorfismo sessuale riscontrato in alcune specie del genere.

 

"The diet of a juvenile sauropterygian (reptilia) in a triassic lagoon" (in inglese)

Riassunto: Ceresiosaurus calcagnii PEYER (Sauropterygia, Reptilia) è un rettile marino di età mesozoica che popolava le lagune della Tetide circa 240 milioni di anni fa. Il più piccolo Ceresiosaurus scoperto sul Monte San Giorgio (Canton Ticino, Svizzera) è stato preparato una seconda volta, presentando un contenuto dello stomaco attribuito a Pachypleurosauro.

 

"Tooth variability and reconstruction of dentition in Acrodus Sp. (chondrichthyes, selachii, hybodontoidea) from the Grenzbitumenzone (middle triassic) of Monte San Giorgio (Ticino, Switzerland)"

Riassunto: La variazione individuale dei denti della specie medio-triassica di Acrodus (Hybodontitormes) non è mai stata studiata in dettaglio. Parecchi denti isolati sono stati rinvenuti nel Trias germanico (p. es Jaekel, 1889) e dentature più o meno disarticolate, alcuni singoli denti e una dentatura parzialmente articolata sono noti nel Triassico alpino (Kuhn, 1945; Rieppel, 1981 ). Allo scopo di definire la variabilità individuale, sono stati condotti studi comparativi con specie assai più recenti. Ma le ricostruzioni della dentatura di Acrodus, se basate su singoli denti" si fondano su ipotesi abbastanza vaghe (Jaekel, 1889, p. 312-313).
Nel presente lavoro viene analizzata e discussa la variabilità degli elementi in una dentatura disarticolata ma quasi completa. Vengono inoltre analizzati alcuni elementi dello scheletro del medesimo individuo. Il confronto con una dentatura articolata quasi completa di Acrodus permette un tentativo di ricostruzione tra due esemplari noti, che presentano marcate differenze.
I risultati dello studio indicano chiaramente come sia necessaria un’accurata indagine di materiali appartenenti ad Acrodus il più possibile completi, prima di trarre conclusioni sulla base di singoli denti.

 

"Nota preliminare sul primo ritrovamento di un insetto fossile nell'area del Monte San Giorgio (Canton Ticino, Svizzera)"

Riassunto: Dopo 150 anni di ricerche nell'area Monte San Giorgio - Besano, per la prima volta è stato rinvenuto un insetto. L'esemplare, in ottimo stato di conservazione, proviene dai livelli inferiori della Kalkschieferzone (Calcare di Meride, Ladinico Superiore) e sembra posizionarsi nei pressi dell'origine dei Ditteri, il gruppo comprendente mosche e zanzare. Lo studio approfondito dell'esemplare permetterà di chiarire l'evoluzione degli insetti in un periodo di tempo, il Triassico, finora piuttosto povero di resti.

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Volume 1 - Numero 1+2 - 1996

"Rapporto tra mineralizzazioni di tipo filoniano e di tipo legato agli strati nell'area Besano - Monte San Giorgio (Lombardia settentrionale - Ticino meridionale)"

Riassunto:  Nell'area di confine italo-svizzera (Lago di Lugano) si rinvengono tre tipi di mineralizzazione, ospitate nelle vulcaniti permiane e nella copertura sedimentaria terrigena-carbonatica, di età triassica.
Il primo tipo di mineralizzazione è rappresentato da filoni a solfuri di Pb (Ag)-Cu e ganga fluoritico-baritica (un tempo coltivati), incassati nelle vulcaniti permiane e nella parte basale della sequenza terrigena (Formazione di Bellano), di età anisica. I filoni, a direzione prevalente NNE, sono legati ad un sistema di faglie parallele. Le evidenze di terreno mostrano che queste mineralizzazioni potrebbero essersi messe in posto durante l’Anisico. Il secondo tipo di mineralizzazione è dato da un livello di barite, di recente ritrovamento, ospitato all'interno delle arenarie della Formazione di Bellano e situato tra due faglie mineralizzate.
Il terzo tipo di mineralizzazione, a Pb-Zn-Barite, è stato rinvenuto nei carbonati di età lad
inica e non al limite Anisico-Ladinico (Grenzbitumenzone), come riportato in studi precedenti. I dati di terreno permettono di attribuire una precisa posizione stratigrafica e paleogeografica a queste mineralizzazioni. Queste ultime sono distribuite per circa sette chilometri, lungo una ristretta fascia, dalla VaI Ceresio (Italia) al Monte San Giorgio (Svizzera); si trovano concentrate nella parte sommitale della Dolomia del San Giorgio e nel Banco Dolomitico; inoltre, si localizzano anche in corrispondenza della zona di transizione piattaforma-bacino.