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| Il primo trattato scientifico sui vertebrati fossili del San Giorgio fu pubblicato nel 1847 da Giulio Curioni ed era riferito ai pesci. Le scoperte più interessanti avvennero più tardi a seguito della campagna di scavi del 1863 nella zona di Besano da parte della Società italiana di scienze naturali e del Museo civico di Milano, diretta da Antonio Stoppani, e di quella del 1878, pure nella stessa zona, finanziata in gran parte dal Museo civico di Milano sotto la direzione di Emilio Cornalia. Queste campagne permisero il recupero di resti di diversi ittiosauri, di numerosi pesci, di ammoniti e bivalvi. Nel 1880 Francesco Bassani scoprì un sauro fossile, il Macrocnemus. Le ammoniti di Besano furono studiate nel 1882 da E. Mojsisovics. | |
| Nel 1886 lo
stesso Bassani descrisse l'Ichthyosaurus
cornalianus o Mixosaurus secondo
la classificazione moderna. Seguirono studi geologici e paleontologici
approfonditi soprattutto da parte di studiosi lombardi: Repossi e Taramelli
(1902), De Alessandri (1910, 1913), Airaghi (1912, 1915). La coltivazione degli
scisti bituminosi alla miniera Tre Fontane, iniziata nel 1907, portò alla luce
altri resti fossili di sauri marini, di pesci e di molluschi. Purtroppo tutto
questo materiale fossilifero, fu perso nella distruzione del Museo di storia
naturale di Milano, bombardato nell'agosto del 1943. Di queste collezioni
storiche si salvarono solamente pochi reperti fortunatamente dati in prestito
per studio al Museo di Zurigo. Sul versante svizzero, in occasione della conferenza annuale della Società svizzera di scienze naturali del 1919 venne organizzata una visita all'impianto di produzione del saurolo nello stabilimento di Spinirolo. Con stupore i visitatori osservarono che il materiale bituminoso pronto per la lavorazione conteneva resti fossili molto interessanti. Da allora prese avvio, da parte dell'Istituto di paleontologia dell'Università di Zurigo, una serie di campagne di ricerche e di scavi, che hanno interessato gli affioramenti in territorio svizzero della Zona Limite Bituminosa e, dal 1924 ad oggi, i livelli bituminosi del Calcare di Meride. Complessivamente sono state eseguite finora più di 50 campagne di scavo in una ventina di siti diversi. Sul versante italiano del Monte San Giorgio le ricerche paleontologiche vennero riprese dal Museo Civico di Milano a partire dagli anni Cinquanta a Besano (n. 3 e 4), poi al Rio Ponticelli nel 1974 (n. 2) e successivamente (1985) al Sasso Caldo (n. 5), mentre il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Milano si occupò del giacimento di Ca' del Frate (Viggiù) (n. 1) a partire dagli anni Ottanta. L'importanza scientifica dei reperti fossili degli scisti bituminosi del San Giorgio è riconosciuta internazionalmente in ambito geologico e naturalistico ed è attestato da più di un centinaio di pubblicazioni scientifiche, che riguardano non solo l'aspetto anatomico e sistematico, ma anche l'ambiente, i processi evolutivi ed i limiti biostratigrafici. |
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Il paleontologo Bernhard Peyer (1885-1963) dell'Università di Zurigo iniziò per primo la ricerca paleontologica nella zona di Serpiano, Meride e Brusino. Nel 1924 egli scoprì in Valporina (n. 13), entro la serie della Zona Limite Bituminosa, un esemplare di Cyamodus hildegardis (Placodontia) e diversi scheletri completi di Mixosaurus (Ichthyosauria). Nello stesso anno venne recuperato nella miniera Tre Fontane (n. 10) lo scheletro di un Paranothosaurus amsleri (Sauropterygia) di 4 m di lunghezza. Più tardi, nel 1927, Peyer rinvenne alle Tre Fontane (ZLB) un nuovo ittiosauro di 2.5 m di lunghezza. Nel 1933, sempre nella stessa miniera, fu estratto un “sauro dal lungo collo”, il Tanystropheus longobardicus (Protorosauria), di 4,2 m di lunghezza. |
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Nello stesso anno venne fatta in Valporina
(ZLB) la
scoperta sensazionale di un sauro terrestre, il Ticinosuchus
ferox (Thecodontia) e in località La Cassina (livelli inferiori del Calcare
di Meride), quella di un Ceresiosaurus
calgagnii (Sauropterygia) di 2,3 m di lunghezza. Nello stesso anno venne fatta in Valporina (ZLB) la scoperta sensazionale di un sauro terrestre, il Ticinosuchus ferox (Thecodontia) e in località La Cassina (livelli inferiori del Calcare di Meride), quella di un Ceresiosaurus calgagnii (Sauropterygia) di 2,3 m di lunghezza. Nel 1936 fu estratto dalla miniera Tre Fontane (ZLB) un esemplare completo di Paraplacodus broilii (Placodontia). L'anno successivo, nella stessa località venne scoperto lo scheletro di un Askeptosaurus italicus (Thalattosauria). |
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| Al
1950 risale l'inizio degli scavi in località Mirigioli
(n. 12), nota anche come Punto 902 (o più semplicemente P. 902), che si
protrassero con campagne annuali fino al 1968. Sotto la direzione di Emil
Kuhn-Schnyder (1905-1994) vennero studiati, su
una superficie di 240 m2, una trentina di livelli
bituminosi fossiliferi alternati a dolomie su uno spessore totale di circa
16 m,
che hanno fornito una fauna straordinaria per varietà e quantità;
ad esempio, nello strato n. 113, dello spessore di 8,5 cm, sono stati
rinvenuti, fra l'altro, 62 scheletri di Mixosaurus,
un’ottantina di piccoli pesci accanto a altri di più grandi dimensioni
come Saurichthys,
Colobodus (Perleididae),
Birgeria e resti di Celacantidi (Crossopterygii). In altri strati sono risultati numerosi i lamellibranchi del genere Daonella attribuiti a sette specie), che ne testimoniano l'evoluzione durante un periodo di almeno 1 milione di anni (Rieber 1969). Dallo studio delle ammoniti, abbastanza comuni negli strati dolomitici della ZLB, si è potuto definire il limite fra i piani triassici Anisico e Ladinico (Rieber e Brack 1993). |
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Dopo un
periodo dedicato alla preparazione dei fossili, agli studi analitici e ai
rilevamenti sul terreno, nel 1994 l'Istituto e museo di paleontologia
dell'Università di Zurigo, con la collaborazione del Museo cantonale di storia
naturale di Lugano, ha iniziato una nuova fase di campagne di scavo in località
Crocifisso (n. 8 e 9) e nella Val Mara sotto Meride (n. 21, 22 e 23) in
corrispondenza degli strati del Calcare di
Meride. Nella stessa località sono stati indagati, dal 1996, gli strati
superiori del Calcare di Meride (Kalkschieferzone) da parte del Dipartimento di Scienze della Terra
dell'Università di Milano sempre in collaborazione con il Museo di storia
naturale di Lugano (n. 20). |
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I reperti fossili di queste recenti campagne di scavo sono numerosi e importanti e divergono in parte dagli spettacolari ritrovamenti di grandi sauri: ad esempio, accanto alla scoperta di migliaia di pesci appartenenti ad una ventina di specie diverse, si segnala il ritrovamento, durante le campagne tra il 1998 e il 2000 sia nella Val Mara sia ad Acqua del Ghiffo, dei primi insetti fossili del Monte San Giorgio o alla scoperta di un giovane Ceresiosauro e di un Saurichthys con embrioni. Sul versante italiano, gli scavi di Ca' del Frate (n. 1), eseguiti dall'Università di Milano negli scisti bituminosi degli strati superiori di Meride, hanno portato alla luce numerosi pesci fossili che hanno permesso di coglierne i diversi e complessi aspetti paleobiologici. Nel 1993, durante gli scavi condotti dal Museo civico di storia naturale di Milano in località Sasso caldo (n. 5) è stato scoperto un esemplare di un nuovo ittiosauro (Besanosaurus) di 6 m di lunghezza. Un altro spettacolare ritrovamento avvenuto di recente nelle formazioni liassichhe (Giurassico inf.) delle Cave di Saltrio, riguarda la scoperta del Saltriosauro, il più antico dinosauro carnivoro sinora noto al mondo. |
Prohalecites porroi
foto DIST Univ. Milano
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| Bürgin T., 1995: Actinopterygian Fishes (Osteichthyes; Actinopterygii) from the Kalkschieferzone Uppermost Ladinian) near Meride (Canton Tessin, Southern Switzerland). Eclog. geol. Helvet. 88, Basel. | |
| Bürgin T., 1998: Pesci fossili del Triassico medio del Monte San Giorgio (Svizzera meridionale) e della zona di Besano (Italia settentrionale). Geol. Insubr., 3/1 :1-9. | |
| Furrer H., 1995: The Kalkschieferzone (Upper Meride Limestone, Ladinian) near Meride (Kanton Tessin, Southern Switzerland) and the evolution of a Middle Triassic Intraplatform Basin. Ecogl. geol. Helv. 88. | |
| Kuhn Schnyder E., 1952: Askeptosaurus italicus Nopcsa. In: B. Peyer, Die Triasfauna der Tessiner Kalkalpen XVII. Schweiz. Pal. Abh, 69. | |
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Lombardo C., 1997: Ittiofauna della Kalkschieferzone (Calcare di Meride, Ladinico superiore) di Ca’ del Frate (Viggiù, Varese). Tesi di dottorato in ricerca, Università degli Studi di Milano 198 pp. | |
| Lombardo C., Tintori A., Danini G., Felber M., Moratto D., Pacor G. e Tentor M., 1998: Nota preliminare sul primo ritrovamento di un insetto fossile nell'area del Monte San Giorgio (Canton Ticino, Svizzera). Geol. Insubr. 3/1 :33-34. | |
| Peyer B., 1937: Die Triasfauna der Tessiner Kalkalpen , XII. Macrocnemus bassanii Nopcsa. Abh. Pal. Ges. L IX. | |
| Pinna G. e Teruzzi G., 1991: Il giacimento paleontologico di Besano. Natura 62. Milano. | |
| Pinna e Dal Sasso | |
| Rieber H., 1969: Daonellen aus der Grenzbitumenzone der mittleren Trias des Monte San Giorgio (Kt. Tessin, Schweiz). Ecl. geol. Helv. 62/2 :657-683. | |
| Rieber H., 1974: Ammoniten und Stratigraphie der Grenzbitumenzone (Mittlere Trias) der Tessiner Kalkalpen. In: Die Stratigraphie der alpin-mediterranen Trias (Ed. by Zapfe, H.). Schr. Erdwiss. Komm. Oesterr. Akad. Wiss., 2. | |
| Rieber H., e Brack P., 1993: Towards a better definition of the Anisian/Ladinian boundary: New biostratigraphic data and correlations of boundary sections from the Southern Alps. Ecl. geol. Helv., 86/2 :415-527. | |
| Rieppel O., 1993: Middle Triassic reptiles from Monte San Giorgio: recent results and future potential of analysis. In: Evolution, ecology and biogeography of the Triassic Reptiles. (Ed. by Mazin, J. M. & Pinna, G.). Paleontologia lombarda. N.S. 2. | |
| Sander P.M., 1989: The pachypleurosaurids (Reptilia: Nothosauria) from the Middle Triassic of Monte San Giorgio (Switzerland) with the description of new species. Phil. Trans. R. Soc. Lond. B 325, London. | |
| Tintori A., 1990: The actinopterygian fish Prohalecites from the Triassic of N-Italy. Palaeontology, v. 33(1), pp.155-174, 1 pl., 10 figs., London. | |
| Tintori A., Lombardo C., Danini G., Felber M., Marazzi B., Vendico M., 1998: Scavi paleontologici nella Kalkschieferzone di Meride (Cantone Ticino, Svizzera): Risultati della Campagna 1997. Geol. Insubr., 3/1 :11-16. |