Il Monte San Giorgio nominato patrimonio mondiale dell'UNESCO

 

Gruppo di lavoro per la protezione dei Geotopi in Svizzera

Proposta per il World Heritage List

 

 
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Patrimonio mondiale dell’UNESCO: il Monte San Giorgio è candidato. 24 ottobre 2001

 

 

Monte San Giorgio

Il Monte San Giorgio si situa nella parte più meridionale del Ticino (Svizzera) e si estende pure sul versante fra Besano e Viggiù (Italia) è noto già dalla metà del secolo scorso per la perfetta conservazione di un’eccezionale e diversificata fauna fossile del periodo Triassico Medio.

La successione anisico-ladinica del Monte San Giorgio si inserisce nella ben nota serie stratigrafica della terminazione occidentale del Bacino Lombardo della terminazione ccidentale del Bacino Lombardo (delle Alpi meridionali) con, alla base, le rocce permo-carbonifere dell’area Luganese e della Val Ceresio e, superiormente, i sedimenti giurassico-cretacici dell’area di Arzo e del Monte Generoso.

 L'importanza e la ricchezza paleontologica delle rocce triassiche del Monte San Giorgio, e in particolare della Zona Limite Bituminosa - GBZ, un tempo sfruttata anche a scopo industriale, è stata riconosciuta già nella seconda metà del 1800 a seguito di scavi eseguiti dal Museo civico di Storia Naturale di Milano. Dal 1924 al 1975 sono state eseguite numerose campagne di scavi scientifici da parte dell’Istituto paleontologico dell’Università di Zurigo che hanno permesso la scoperta di più di 6000 reperti fossili di rettili e pesci e altrettanto numerosi invertebrati.

In tempi più recenti, sul Monte San Giorgio sono riprese nuove le ricerche e campagne di scavo, riguardanti anche gli altri livelli fossiliferi fino ad allora poco considerati, da parte sia dell'Istituto e Museo di Paleontologia dell'Università di Zurigo (PIMUZ), del Museo Civico di Storia naturale di Milano sia del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Milano e del Museo cantonale di storia naturale di Lugano, che, attraverso la legislazione vigente nel Cantone Ticino, disciplina e garantisce una corretta gestione di questo importane patrimonio paleontologico coordina le varie iniziative di ricerca da parte sia dell'Istituto e Museo di Paleontologia dell'Università di Zurigo (PIMUZ) che del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Milano sul territorio svizzero.

Contemporaneamente vengono indagate anche località sul versante italiano onde poter valutare eventuali differenze faunistiche sia all’interno dei medesimi livelli sia per poter completare la raccolta nella successione stratigrafica.

Pur distribuiti nei vari livelli fossiliferi, il Monte San Giorgio, ha finora fornito con 22 specie fossili note di rettili e 54 di pesci , dei quali la maggior parte cui in parte scoperti rinvenuti unicamente in queste formazioni o qui descritti per la prima volta, costituisce l’insieme di località fossilifere vertebrati marini del Triassico medio più ricco e importante al mondo per quanto riguarda il Triassico Medio. Oltre ai vertebrati vanno ricordati alcuni invertebrati importantissimi per quanto riguarda la stratigrafia del Triassico Medio, rari altri invertebrati di notevole interesse paleobiologico oltre a numerosi resti di piante terrestri come i pollini, le spore i dinoflagellati, i conodonti, i foraminiferi e gli ostracodi; la sedimentologia e la pertrografia della serie Triassico medio con cinque livelli fossiliferi sono molto importanti per la stratigrafia e la ricostruzione dell'ambiente di 235 -240 milioni d'anni fà.

Oltre alla ricchezza dei numerosi giacimenti diffusi sulla montagna e all’eccezionale stato di conservazione dei fossili contenuti, un elemento di particolare interesse  risiede nella presenza di almeno cinque livelli fossiliferi principali, ricchi sia di pesci che di rettili. Questa situazione, sostanzialmente unica al mondo, permette di seguire nella stessa area, fatto rarissimo, l'evoluzione dei vari gruppi di vertebrati, durante il Triassico medio e soprattutto dei pesci, che durante il Triassico Medio si trovavano in una importantissima fase evolutiva, per almeno 8 milioni di anni restando in un area molto ridotto.

L'importanza scientifica di queste faune fossili si abbina anche alla 'bellezza' di molti esemplari che rende più facile ed invitante il loro utilizzo culturale-divulgativo onde permettere anche ad una più vasta cerchia di popolazione di usufruire di questo patrimonio culturale unico al mondo. Numerosi musei europei e d’Oltreoceano presentano e conservano nelle loro collezioni fossili del Monte San Giorgio.

L’importanza culturalescientifico-didattica delle formazioni triassiche del Monte San Giorgio sono inoltre caratterizzate dalla una importante attività industriale, fiorente alla fine dell’800 e durante la prima metà di questo secolo, che trovano riscontro in numerose strutture di archeologia industriale (miniere, stabilimenti ecc.) e che ha profondamente influenzato l’economia locale.

 

 Piccole strutture museali locali (Meride, Besano, Induno Olona) forniscono già alla popolazione la possibilità di avvicinarsi a questo patrimonio naturale, ben consapevoli che le potenzialità culturali (e quindi anche economico-turistiche) dello stesso sia lungi dall’essere adeguatamente sfruttate in aspetti di storia locale che trovano riscontro in numerose strutture museali locali (Meride, Besano, Induno Olona).

 

dr. Markus Felber, già geologo presso il Museo cantonale di storia naturale di Lugano

dr. Heinz Furrer e Prof. dr. H. Rieber Istituto e Museo di Paleontologia dell’Università di Zurigo

dr. Giorgio Teruzzi, Museo civico di storia naturale di Milano

prof. Andrea Tintori, Dipartimento Scienze della Terra dell'Università di Milano

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